Saverio Pazzano: “Rilanceremo Reggio partendo dalla sua storia. Per una città multicentrica che valorizzi i borghi ed i quartieri”

7 Settembre 2020
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«La nostra visione di città è, tutto sommato, semplice. Vogliamo valorizzare l’esistente e assecondare lo sviluppo armonico di un territorio unico e, però, estremamente maltrattato. Noi parliamo continuamente di città multicentrica e in tutti i miei giri da due anni ho privilegiato quelle che alcuni chiamano periferie, ma che io considero veri e propri centri. Non invento nulla di nuovo: dico esplicitamente quello che è implicito nel tessuto urbano, nella realtà del territorio comunale, nella vita stessa delle comunità che abitano e vivono i vari centri di Reggio Calabria». Così Saverio Pazzano, candidato a sindaco di Reggio Calabria sostenuto dalle liste “La Strada” e “Riabitare Reggio”.

 

«Purtroppo, anni di politica “del bisogno e dell’emergenza” hanno fatto crescere l’idea che il centro di Reggio si sviluppi tra il Corso Garibaldi e la Via Marina o poco più: lì si svolge la vita, lì avvengono le iniziative più rilevanti, lì si investe. Questo è servito a generare un consenso elettorale istantaneo, ma ha condannato Reggio al degrado e ha trasformato i vari centri della città in periferie abbandonate».

«Reggio ha, invece, un territorio straordinario, nel quale molte aree hanno la dignità di borghi, nel quale i quartieri hanno storie e identità professionali e artigiane di alta tradizione, nel quale il paesaggio (nel rapporto tra mare e montagna, soprattutto) è un vero e proprio patrimonio. A questo sono da aggiungere le produzioni tipiche dei borghi e dei quartieri, i prodotti agricoli come quelli gastronomici e dolciari. Insomma, un tesoro vero e proprio, ridotto a succursale di un piccolo centro storico che gravita intorno a Palazzo San Giorgio».

«Noi rilanceremo Reggio partendo dalla sua storia. Da ciò che strutturalmente Reggio è. Anche qui rispondo subito a chi, a volte pretestuosamente, a volte in buona fede, dice che “non ci sono soldi”. Falso, falsissimo. Si tratta di uscire dalla fase di attendere col cappello in mano le solite “sovvenzioni” che arrivano dal Governo e avviare, finalmente, la fase della Programmazione. Siamo davanti a un momento unico, in cui l’UE – ma non solo – intensificano l’attenzione sul verde, sull’ambiente, sul lavoro connesso alle produzioni dal basso. Risorse economiche che ci consentiranno di cambiare il volto di Reggio attingendo al suo naturale sviluppo urbano, nel rapporto con tutti i quartieri e tutte le frazioni».

«È proprio il verde che fa da cintura alla città. Come avvenuto in tante altre città italiane – tra cui citiamo la più grande, Milano – si tratta di trasformare aree poco curate e in abbandono in un parco agricolo, in una complessiva area dei parchi. È stato già fatto altrove, quindi si può fare anche qui».

«Così pensiamo a: parchi delle fiumare; parchi a tema; aree verdi; parchi agricoli; agricoltura di prossimità; mercati rionali e reti sociali di acquisto di prodotti della terra e dell’artigianato».

«A questo occorrerà affiancare una politica culturale significativa. I borghi del nostro tessuto urbano subiscono lo spopolamento tipico delle aree interne, sono ridotti a quartieri dormitorio. Ma possono tornare a essere luoghi vivi. Perché possano rivitalizzarsi, pensiamo a risorse come: musei del territorio, biblioteche di comunità, servizi, valorizzazione dell’esistente, reti di trekking».

«La Reggio per cui dobbiamo lavorare deve essere una città che connette il suo territorio attraverso una rete ecologica. È la chiave per uno sviluppo a misura di ciascuna persona, la chiave per generare lavoro e offrire opportunità di inserimento e reinserimento lavorativo, l’occasione da non mancare per valorizzare la formazione di molte e molti giovani in tecnologie legate al verde, al territorio, al digitale, alla mobilità. Si tratta di indirizzare Reggio nell’unica direzione che può portarla a diventare una città euro-mediterranea. Una sfida che vogliamo e dobbiamo vincere, assolutamente».

 

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