VILLA. Radio base a due passi da casa, la denuncia: «Radiazioni fortemente pericolose per la mia valvola aortica meccanica»

13 Febbraio 2020
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VILLA SAN GIOVANNI – La battaglia per la vita, iniziata sette anni fa con una delicatissima operazione al cuore, continua con ancora più determinazione per Maria Larizza, giovane cittadina villese che oggi si ritrova a dover difendere con le unghie e con i denti la propria e altrui salute, rivendicando a gran voce un gesto di civiltà, di sensibilità, di legalità.

Moglie di Antonio Messina (volto noto della politica locale e già assessore e sindaco di Villa San Giovanni) e madre di due figli adolescenti, Maria Larizza non pensa solo a se stessa nel denunciare lo scempio ambientale che starebbe per nascere nel popoloso quartiere di Ferrito, a pochi passi dalla propria abitazione e da altre case in cui sono residenti adulti e giovanissimi.

A pochi passi dalla via Fontana Piria, infatti, pare davvero imminente la realizzazione di una stazione radio base, ossia un impianto di telefonia mobile che riceve e trasmette i segnali dei telefoni cellulari con conseguente emissione di campi elettromagnetici che potrebbero compromettere le condizioni fisiche di Maria Larizza in particolare nonché dei suoi familiari più stretti e dei vicini di casa. Un pericolo contro cui la donna si è attivata da tempo senza ottenere alcunché, tant’è che oggi si è vista costretta a indirizzare un esposto a tutela della salute pubblica e della pubblica e privata incolumità a tutte le istituzioni interessate e cioè: il prefetto di Reggio Calabria; il garante per la tutela dei diritti dell’infanzia della Regione Calabria; il presidente del Corecom Calabria; il responsabile dell’ufficio prevenzione sicurezza dell’Asp di Reggio Calabria; il responsabile dell’Arpacal; il sindaco facente funzioni, il presidente del Consiglio, gli assessori e i consiglieri del Comune di Villa.

“Quell’impianto non s’ha da fare”: è l’espressione manzoniana per eccellenza che sembra fare al caso del grido di preoccupazione, di allarme e di indignazione che emerge dalla denuncia di Maria Larizza.

Denuncia che parte con un passo indietro nel tempo, assolutamente necessario per delineare e spiegare l’odierna condizione e posizione: «In data 15 marzo 2013 – ricorda Maria Larizza – sono stata sottoposta a sostituzione della valvola aortica presso l’ospedale cardiologico Monzino di Milano a causa di una grave disfunzione aortica con impianto di valvola meccanica. Da quella data ad oggi chi vi scrive è sottoposto a controlli medici specialistici periodici, a visite quindicinali presso il grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria per eseguire delle terapie mediche salvavita ed è soggetta ad evidenti limitazioni nella propria vita quotidiana, oltre ad essere impossibilitata, in caso di necessità ed urgenza ad eventuali esami particolari (ad esempio risonanze magnetiche) che possono esporre il mio corpo e quindi la valvola meccanica che mi è stata impiantata a radiazione di qualsiasi tipo».

Confidando che  «ognuno per la propria parte e competenza possa agire a tutela della pubblica e privata incolumità», Maria Larizza prosegue descrivendo la situazione di rischio per lei e altri: «La sottoscritta è altresì madre di due figli, Giovanni e Sofia Messina, di 15 e 13 anni e nel proprio stabile e nelle dirette e immediate vicinanze vi sono altri due nuclei familiari ove vivono ben 6 minorenni con età compresa dai 2 ai 13 anni. Da diversi mesi, la sottoscritta assieme ai propri familiari conviventi ed a tanti cittadini residenti in loco, ha segnalato, denunciato pubblicamente a tutte le autorità locali competenti che i proprietari dell’immobile accanto ai nostri edifici, i coniugi Cicco Caterina e Cardillo Filippo residenti in Villa San Giovanni via Fontana Piria 17, hanno concesso l’autorizzazione, senza alcuna assenso da parte del vicinato, all’installazione di un potente impianto tipo stazione antenna radio base a sostegno di attività di società di telefonia al solo fine di ottenere dei proventi dalla locazione del proprio potere, immediatamente adiacente alle nostre abitazioni, alle stanze da gioco e di studio dei nostri figli, praticamente quasi all’interno dei luoghi ove ognuno di noi vive, in totale spregio dei possibili danni alla salute che tali impianti possono determinare, così come frequenti studi hanno assolutamente evidenziato (aumento del rischio di leucemia e di tumori emolinfopoietici, cerebrali e linfomi, disfunzione ormonale infertilità, danni da inquinamento da rumore, cefalea, insonnia, disturbi psicosomatici opacizzazione del cristallino ecc)».

La denunciante, quindi, sottolinea come le sue precedenti segnalazioni si siano rivelate vane: «La sottoscritta ha altresì chiesto ufficialmente con Pec del 5 agosto 2019 trasmessa al segretario generale, al responsabile dell’ufficio tecnico, alla comandante della Polizia municipale del comune di Villa San Giovanni la verifica del possesso da parte del proprietario dell’immobile sul quale sarà installato il suddetto impianto dei titoli abitativi ed autorizzativi necessari e preesistenti per il compimento delle suddette attività. A tale richiesta alla data odierna nessuna risposta è stata ufficialmente fornita alla sottoscritta se non una nota dell’allora sindaco del comune di Villa Giovanni Giovanni Siclari che chiedeva ai vari uffici la sospensione dell’installazione di nuovi impianti sul territorio comunale fino all’espletamento di quanto previsto nel regolamento comunale stazione base approvato dal Consiglio comunale di Villa con deliberazione di consiglio numero 55/2013. Ad oggi a distanza di ben sette mesi da quella Prc nessun atto ufficiale è stato formalmente fatto dai competenti organi comunali a tutela della pubblica e privata incolumità ed in ossequio a quanto stabilito nel regolamento suddetto».

L’appello di Maria Larizza non può che essere accorato: «Mi rivolgo direttamente a voi, prefetto di Reggio Calabria e garante per la tutela dei diritti dell’infanzia, affinché adottiate ogni possibile e tempestivo provvedimento a tutela delle mie già precarie condizioni di salute, che sarebbero altresì messe fortemente in pericolo dalle radiazioni derivanti dall’impianto in fase di installazione e della salute dei nostri figli di età compresa dai 2 ai 15 anni dai devastanti e indubbi pericoli che ne potranno derivare quale conseguenza dell’esposizione alle radiazioni emesse da tale impianto a pochissimi metri dalle nostre abitazioni ed a tutela dell’intero e popoloso quartiere di Ferrito».

Maria Larizza conclude con una nota di rabbia ma anche di speranza: «Pertanto, nonostante le nostre continue e ripetute segnalazioni, in assenza di un vostro autorevole intervento, saremo purtroppo costretto a soccombere al volere di pochi che, in nome del Dio denaro, mettono a repentaglio la salute di tanti, nella indifferenza degli organi comunali competenti che ad oggi non hanno avuto a cuore la sorte la salute dei propri cittadini, attraverso l’adozione di ordinanza ad hoc, così come fatto in tantissimi altri comuni, e non stanno ottemperando a quanto previsto nella deliberazione del consiglio comunale n. 55/2013. Certa e fiduciosa di un vostro immediato ed autorevole intervento». (fra.me.)

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