VILLA. Crescita e sviluppo, per i “Diportisti” si può fare: «Partiamo dalla condivisione»

2 Ottobre 2019
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di FRANCESCA MEDURI

VILLA SAN GIOVANNI – Come rilanciare la città di Villa San Giovanni? Puntando sulla bellezza delle coste e del panorama, sulla posizione geografica e, soprattutto, su una squadra – composta da semplici cittadini, imprenditori, professionisti ecc. – capace «di condivisione per l’inizio di un cammino in comune». A dare queste risposte, aprendo il convegno sul tema Crescita e sviluppo possibile: idee al servizio del territorio villese”, lunedì scorso in piazza Valsesia, è il presidente dei “Diportisti Villesi”, Alberto Bellantoni, che con accanto il sindaco attuale e alcuni del passato e l’ex presidente della Provincia Giuseppe Raffa, si rivolge agli spettatori che hanno accolto l’invito degli stessi “Diportisti”. Bellantoni, definendo Villa «città ricca di potenzialità e capacità», mostra comprensione per ciò che ancora manca («non è facile amministrare, a causa della burocrazia») e svela i prossimi progetti dell’associazione: «Siamo già al lavoro per la fiera del diporto nautico, in occasione della quale conferiremo un riconoscimento al prof. Barbaro dell’Università Mediterranea, a dimostrazione della straordinaria collaborazione tra i “Diportisti” e l’Ateneo reggino». Non solo. L’intenzione dei “Diportisti” è pure quella di confrontarsi con i rappresentanti politici delle istituzioni superiori: «Convocheremo gli aspiranti governatori della Regione Calabria chiedendo loro che intenzioni abbiano nei confronti del nostro territorio. Inoltre, organizzeremo un incontro con i nostri parlamentari, come il senatore Marco Siclari, un figlio della nostra terra che tanto impegno ha dimostrato e sta dimostrando».

I lavori dell’incontro, moderati dal giornalista Filippo Diano, proseguono prendendo una piega inaspettata, complici le lunghe e devianti – seppur culturalmente rilevanti – introduzioni agli interventi. Ed è così che, per buona parte dell’iniziativa, il tema “Crescita e sviluppo possibile: idee al servizio del territorio villese”, specifico e orientato al futuro di Villa, viene pressoché accantonato per lasciare spazio a un passato a tratti troppo lontano e a temi decisamente distanti da quello scelto dai “Diportisti” e ben descritto all’inizio da Bellantoni. Soprattutto nei primi discorsi, quindi, le “idee al servizio del territorio villese” sono quasi assenti. I relatori si concentrano su altri argomenti, per giunta in un’ottica prevalentemente nazionale. Tuttavia, e per fortuna, qualche passaggio può rivelarsi prezioso per la comunità locale.

L’ex sindaco Mimmo Aragona, oggi consigliere di minoranza del gruppo “Impegno in Comune”, è realista ma propositivo: «Amministrare è diventato difficilissimo, disumano, in primis perché i fondi ordinari, che non dà più lo Stato ma che il Comune deve recuperare con le capacità impositive, sono talmente limitati che è difficile cambiare una lampadina. Come si fa ad amministrare in queste condizioni? L’unica possibilità di amministrare oggi è con le grandi progettualità, perché ci sono i fondi dell’Unione Europea. Villa rappresenta l’epicentro di un’area metropolitana, per cui da questa posizione può essere al centro dell’attenzione generale, per quanto riguarda la trasportistica e non solo. Bisogna valorizzare il ruolo della Città metropolitana, facendo un’associazione tra i vari comuni al fine di portare avanti l’ordinario e, mi auguro, lo straordinario. Per l’ordinario il punto di partenza è il Piano regolatore; oggi a Villa non si può mettere un mattone, si può costruire solo nella B2 e c’è una paralisi dell’edilizia che fa spavento».

E a proposito di fondi europei, è auspicabile che se ne faccia un utilizzo migliore rispetto al passato. Giancarlo Melito, sindaco di Villa San Giovanni dal 2008 e al 2009, ricorda infatti: «C’è stata un’incapacità diffusa di gestione dei fondi europei che ha interessato regioni, province e comuni. In nessun caso, comunque, il governo centrale avrebbe dovuto delegarle così, senza seguire gli enti».

Per Cosimo Antonio Calabrò, ex sindaco ed ex presidente della Provincia, le speranze di sviluppo per Reggio Calabria e il suo hinterland sono strettamente connesse al «rapporto con la provincia di Messina e a un utilizzo adeguato delle sue infrastrutture. Per quanto riguarda Villa – prosegue Calabrò ricordando i tempi d’oro delle filande – la vocazione logistica di questo territorio rimane sempre, ma dopo l’accordo di programma, la politica non ha prodotto infrastrutture, senza le quali non esiste sviluppo. Bisogna recuperare spazi di discussione e riflessione – conclude Calabrò condividendo la proposta di Bellantoni – e fare chiarezza sulla missione del territorio, per lavorare tutti nella stessa direzione. E naturalmente bisogna utilizzare le poche risorse per realizzare infrastrutture, dunque per creare lavoro».

Rimpiange ciò in cui aveva creduto e che poi non è stato l’ex sindaco Antonio Messina: «Un sindaco deve avere una visione di città, che deve essere più completa possibile. Avevamo immaginato – sottolinea Messina ricordando l’esperienza da primo cittadino con l’elezione del 2015 – di poter stringere quella sinergia, naturale vista la posizione di Villa, tra aspetto trasportistico e turistico. Avevamo immaginato un’autorità portuale unica dello Stretto, con i sindaci Falcomatà e Accorinti; un’autorità estranea alle logiche politiche, totalmente al servizio del territorio. Era una visione dell’area dello Stretto assolutamente importante, che avrebbe creato il sistema portuale più grande d’Italia: Messina conurbata a Gioia Tauro, Reggio e Villa. Poi non se n’è fatto più nulla, nonostante la proposta fosse dell’allora ministro Del Rio. Tutto svanito, compresi i finanziamenti per il porto di Villa. Oggi, nel silenzio dei rappresentanti istituzionali nazionali, è stata accettata un’autorità portuale che nulla ha a che vedere con la vocazione del nostro territorio. Avere una visione completa di città – continua la ricetta di Messina – è pertanto fondamentale quando si amministra, dando gli strumenti pianificatori adeguati ai cittadini: piano regolatore, piano del commercio, piano spiaggia, piano urbano del traffico, piano dei parcheggi. Tutti strumenti che consentono al cittadino di rientrare nelle regole e che non danno eccessiva discrezionalità a chi non ha una funzione politica, gli uffici».

L’ex presidente della Provincia Giuseppe Raffa polemizza contro il governo nazionale: «Avete mai visto un ministro venire qui per parlare di ipotesi di sviluppo? Vengono qui e dicono che c’è la ‘ndrangheta! Questo lo sappiamo, ma cosa si fa per debellare la ‘ndrangheta? Io mi sento preso in giro!». E poi contro l’abolizione delle Province, ordinata dalla riforma Del Rio: «Una iattura: ha creato inefficienza, ha creato la Città Metropolitana su basi impensabili», sostiene Raffa.

A rincuorare l’ex sindaco Messina il fatto che le opere sulle quali aveva puntato, sempre nell’ambito della sua visione di città, siano comunque andate avanti. Ma anche per il suo successore, l’attuale sindaco Giovanni Siclari, non è così semplice. Se il molo di sottoflutto è stato completato e attende la conversione in porto turistico e il famoso bando europeo, l’iter per l’inizio dei lavori del lungomare e della variante è ancora in itinere. «Ogni nuovo governo – premette Siclari – rappresenta un’iniezione di speranza in tema di infrastrutture. Come possiamo crescere senza? Come possiamo fare se da Roma a Milano ci vuole un’ora e mezza e qui quel tempo non basta neppure per uscire dalla provincia? Se per pulire un torrente – continua il sindaco – bisogna bussare per mesi a mille porte, rincorrendo tutti senza risultati?». Il primo cittadino, insomma, si scontra giornalmente con le difficoltà ad amministrare e, di conseguenza, a mantenere gli impegni presi nei confronti dei cittadini. La promessa che, almeno per il momento, gli sta più a cuore è la riqualificazione del lungomare, annunciata più volte. Tant’è che conclude facendo il punto della situazione: «Abbiamo fatto l’ultimo esproprio, a ottobre dovrebbero consegnare il cantiere alla ditta vincitrice. Hanno due mesi per il progetto esecutivo».

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