Villa San Giovanni. Encomio alla carriera per la dirigente scolastica Grazia Maria Trecroci

7 Giugno 2019
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La preside del Comprensivo villese va in pensione con l’alto riconoscimento del garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Antonio Marziale

Una cerimonia intensa ed emozionante. Quella che si è svolta ieri presso l’auditorium delle scuole medie dell’IC Giovanni XXIII ed ha visto come protagonista indiscussa la dirigente Grazia Maria Trecroci, insignita del prestigioso encomio alla carriera consegnato da Antonio Marziale, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della regione Calabria. Dopo l’Inno d’Italia intonato da tutti i presenti in sala ed accompagnato al pianoforte dal professore Roberto Oppedisano, due giovani musicisti, Demetrio Campolo e Simone Carpinelli, hanno reso omaggio alla dirigente con due brani eseguiti al pianoforte. Marziale ha poi spiegato le motivazioni del premio.

«Consegnare un riconoscimento alla carriera a una donna che ha dedicato la propria vita professionale all’educazione di bambini e adolescenti e al corpo docenti – ha dichiarato Marziale – è qualcosa che ho sentito doveroso come garante soprattutto perché il lavoro della dirigente Trecroci è stato segnato da grande sensibilità, professionalità ed attento operato». Marziale, riferendosi alla difficoltà di poter lavorare in una regione come la Calabria, ha aggiunto: «Credo che sia necessario insegnare alla Calabria a dire grazie. Questo è un territorio dove accusare è facile, ringraziare è difficile. Se imparassimo a ringraziare anche il clima intorno cambierebbe». E poi, ricollegandosi all’alto riconoscimento conferito alla professoressa Trecroci, ha aggiunto: «Questo encomio è anche un gesto simbolico per spronare chi resta ad operare per il meglio sulla scia di chi lascia e può essere additato come esempio per la passione e la dedizione messa nella propria carriera».

E la Trecroci è considerata un esempio, da docenti, istituzioni e professionisti che l’hanno conosciuta. Ella, con l’umiltà che l’ha sempre contraddistinta, a fatica trattenendo l’emozione, ha dedicato l’encomio a tutto l’istituto ed in particolare alla famiglia.

«Un riconoscimento gradito e inaspettato che giunge alla fine della mia stagione lavorativa. Un momento di bilanci ricordi che mi porta ad affermare che gestire la scuola diventa sempre più difficile perché più difficile diventa la società. Esistono modelli culturali molteplici che condizionano e disorientano i giovani. La scuola deve essere una bussola con l’ago rivolto verso i valori punto uno e quello che abbiamo cercato di fare promuovendo i valori attraverso le competenze. Un lavoro difficile che mi ha portato tante preoccupazioni e problemi ma anche gioie, sorrisi e soddisfazioni. Lo dedico a tutti coloro che hanno lavorato con me perché grazie ai colleghi che abbiamo potuto coniugare la tradizione all’innovazione sperando di esserci riusciti. Vi ringrazio per essermi stati accanto». Il suo ciao poi ai nipotini Alice, Giuseppe e Diego, piccoli allievi della sua scuola.

Commovente anche l’intervento di Franco Trecroci, già preside dell’IC nostro di Villa San Giovanni e fratello dell’uscente dirigente, che proponendo un aforisma di Don Tonino Bello, ha detto: «I fratelli sono come angeli con una sola ala: devono stare abbracciati per poter volare».

In un parterre ricco di docenti, studenti e rappresentanti istituzionali, tra i quali i dirigenti Maria Stella Spezzano, Carmela Ciappina, il funzionario USP Ernesto Zizza, il vice sindaco di Villa, Mariagrazia Richichi, assessori e consiglieri comunali, alti funzionari della Guardia di Finanza e le associazioni del territorio come Fidapa, Kiwanis, Ponti Pialesi, è poi intervenuto il sindaco della città, Giovanni Siclari: «Oggi, ma anche durante questi anni della sua reggenza, la presenza della società civile, le associazioni, le istituzioni, e la collaborazione con esse, dimostrano quale riferimento è stata per noi la dirigente e quale importanza abbia avuto il suo ruolo affrontato con grande coraggio. Chi si assume responsabilità in questa terra sa che è difficile lavorare perché può divenire anche bersaglio di molti e si ritrova a dover affrontare situazioni ataviche già esistenti sul territorio. Sei stata il sindaco delle tue scuole e lo hai fatto egregiamente».

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