SCILLA. Consiglio sciolto per mafia, Santacroce stronca Ciccone: «Ora i fatti motivano il silenzio dell’opposizione»

22 Marzo 2018
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SCILLA – Lo scioglimento del consiglio comunale per ingerenze della criminalità organizzata restituisce la parola alla politica locale. Come si ricorderà, infatti, erano state tante bocche cucite a dominare all’indomani dell’arrivo della commissione d’accesso nelle stanze di palazzo San Rocco. Giusto qualche timida dichiarazione di circostanza, ma nulla di più. Fino a oggi, appunto. A spezzare il silenzio è il consigliere di minoranza uscente Francesco Santacroce, capogruppo di “Progetto Scilla” ed ex candidato a sindaco dell’omonima lista. «Che tristezza aver letto “Scilla, Consiglio Comunale, sciolto per mafia!”… rimarrà come onta indelebile per le future generazioni! Che vergogna!», esordisce Santacroce. Che subito aggiunge: «Questo è il pensiero delle persone perbene che a caldo hanno appreso e commentato la notizia». E poi continua con una frecciata all’amministrazione uscente, guidata dall’ormai ex sindaco Pasqualino Ciccone: «Gli altri potranno ancora, senza vergogna, proclamare: “Scilla è cambiata”?», domanda Santacroce con un tono di ammonimento che non passa di certo inosservato. L’ex aspirante sindaco, inoltre, non si sottrae dallo spiegare la linea tenuta dalla minoranza nel periodo di lavoro della commissione d’accesso: «Ora i fatti motivano il silenzio dell’opposizione che ha scelto di attendere con fiducia l’esito delle indagini», rimarca Francesco Santacroce. Che, comunque, ritiene che non tutto sia perso per Scilla e gli scillesi. Da un brutto capitolo si può voltare pagina per continuare a scrivere una storia a lieto fine. È ciò che si augura Santacroce a conclusione della breve nota divulgata stamattina: «Facciamo che questa triste pagina della storia scillese sia ora da stimolo per le generazioni future affinché affrontino la vita con coraggio e perseveranza nella legalità. Così Scilla potrà davvero cambiare». Perseveranza nella legalità, detto e auspicato da chi in questi anni è stato vittima di una serie di atti vandalici e intimidatori di inaudita violenza. Insomma, Santacroce è fermamente convinto che la legalità sia l’unico strumento utile alla crescita e al cambiamento di Scilla.

f.m.

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