VILLA SAN GIOVANNI. Sentenza Cds, “Impegno in Comune” fa chiarezza e apre alla maggioranza: «Collaboriamo tutti insieme per il bene della città»

10 marzo 2018
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 VILLA SAN GIOVANNI – Di seguito il comunicato del gruppo consiliare “Impegno in Comune”, a firma del capogruppo Cristian Riccardo Aragona:

Si è finalmente conclusa la campagna elettorale ed all’esito delle elezioni Villa San Giovanni si è svegliata con un dato nuovo di enorme importanza, è stato eletto un nostro concittadino, il Dr. Marco Siclari, al Senato della Repubblica.

È ancora presto per sapere se e come sarà formato il Governo del Paese, il nostro augurio, un po’ egoistico, e che il nostro concittadino senatore possa in qualche modo spendersi per risollevare le sorti di Villa San Giovanni.

Ulteriore dato posto in evidenza all’indomani del risultato elettorale è la pubblicazione della sentenza resa dal Consiglio di Stato sulla questione inerente il Comune di Villa San Giovanni ed in particolare sulla legittimità o meno degli atti posti in essere dal Sindaco sospeso all’indomani dell’elezione nonché dei successivi atti amministrativi.

A tal riguardo in questi giorni si è letto sui quotidiani di stampa locale (cartacei ed online) il parere di alcuni esponenti politici locali, ragion per cui il sottoscritto n.q. tanto di consigliere comunale, ricorrente, quanto di professionista essendo un avvocato, ritiene di dover intervenire anche al fine di fornire qualche chiarimento agli elettori tutti ed in particolare a coloro che la minoranza consiliare rappresenta.

Dall’esame della sentenza (diritto) emerge che il CDS ha respinto i motivi più importanti dell’appello proposto dal Sindaco Dr. Siclari Giovanni. Infatti la Magistratura Superiore di giustizia amministrativa ha rigettato: a) il primo motivo sul preteso difetto di giurisdizione su cui il Siclari ha particolarmente insistito in sede di gravame consapevole che l’accoglimento di tale motivo avrebbe comportato il trasferimento del giudizio dinanzi al Tribunale Ordinario dilazionando cosi nel tempo l’esito del medesimo; b) il secondo motivo relativo al difetto di legittimazione dei ricorrenti originari; c) il terzo motivo del gravame sulla dedotta inammissibilità del cumulo delle domande per carenza di connessione, in quanto ad avviso del Collegio testualmente “risulta palese che i vizi dedotti dagli originari ricorrenti attengono ad illegittimità degli atti  (nomina del Vice Sindaco) ed “a cascata” gli atti da Ella posti in essere derivanti dalla mancata considerazione del Sindaco come sospeso di diritto”.

Questo, in sintesi, il contenuto della pronuncia del CDS che nulla muta in ordine alla tesi sostenuta in I grado ed avallata dal TAR di Reggio Calabria.

È stato accolto solo il motivo relativo al rito, avendo l’appellante affermato, senza dimostrarlo, che sarebbe stato compresso il suo diritto di difesa.

Tuttavia il rinvio al Giudice di I grado,  non elargisce un premio all’appellante, in quanto, al seguito della riassunzione del giudizio, ove proposta, da parte dei consiglieri di minoranza l’intera problematica tornerebbe in discussione, né boccia le tesi di merito sostenute dai ricorrenti originari, soffermandosi solo su un vizio di rito.

Oggi per effetto della sentenza del CDS si torna indietro nel tempo anche se i dati di fatto ed il dato politico sono mutati.

Mancano poco più di due mesi al rientro del Sindaco per effetto della cessazione della sospensione cui lo stesso era soggetto. Gli effetti politico amministrativi si sono già manifestati a far data dal 05/10/2017 ed oggi residua un tempo così ridotto per il quale in nessun modo potrebbe intervenire la giustizia a modificarne il corso.

La giustizia amministrativa non ha voluto risolvere il caso giuridico-politico di Villa San Giovanni, nessuno né i consiglieri comunali né il Sindaco possono sostituirsi ai giudici.

Oggi serve una maggiore responsabilità, tanto in capo a chi a breve rientrando nelle proprie funzione e nell’esercizio dei propri poteri dovrà amministrare Villa San Giovanni, quanto in chi dovrà spendere la propria attività tanto per vigilare sull’amministrazione, tanto per sostenere una opposizione costruttiva per il bene della nostra città.

Restiamo, pertanto, in attesa di conoscere quale sarà la formazione del Governo Nazionale, nella speranza che la giustizia bussi realmente a Villa San Giovanni con l’augurio che l’attività della Commissione di Indagine non rappresenti la esistenza di ragioni che possano giustificare lo scioglimento del Consiglio Comunale, cosicchè dal rientro del Sindaco sospeso, ognuno con le proprie responsabilità si inizi un percorso che possa risollevare Villa San Giovanni.

Esistono i presupposti per trovare una sintesi, come avvenuto nel consiglio comunale del 20/12/2017, per collaborare tutti insieme per il bene della città e sui temi più importanti per la città.

Con la proroga dei fondi del decreto emergenza, si può iniziare a lavorare per completare opere progettate da sempre e risolvere il problema dell’inquinamento determinato dall’attraversamento dei mezzi pesanti per e dalla Sicilia, cosi come si deve procedere in modo condiviso per lo spostamento degli approdi a Sud, per la problematica del fronte mare, per la gestione dei tributi locali, per la soluzione dei problemi attinenti gli edifici scolastici,  per il rifacimento del lungomare, per riattivare l’Ecopass per garantire l’efficienza dei servizi ai cittadini.

    

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