VILLA SAN GIOVANNI. Dalla distruzione alla ricostruzione: il terremoto del 1908 raccontato dai ragazzi del Tecnico “Repaci”. Rischio sismico sempre attuale: ecco come difendersi

5 Marzo 2018
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di DOMENICO CRIMI

VILLA SAN GIOVANNI – Introdotti dalla Dirigente scolastica Maristella Spezzano e presentati dalla professoressa Maria Caterina Papalia gli allievi della IA e VA dell’Istituto Tecnico Nostro -Leonida  Repaci di Villa San Giovanni hanno dato inizio alla Belle Epoque cittadina alla manifestazione che ha avuto come tema “La storia dei terremoti in Calabria con conoscenza dei rischi sismici”. La Dirigente Scolastica ha evidenziato la tragedia e rischi e le morti delle popolazioni inermi durante il terremoto del 1908 e nello stesso tempo della voglia di ripresa e la forza di ricostruire le città danneggiate. La professoressa Papalia ha presentato il lavoro dei ragazzi che si sono messi all’opera dopo una lettura di Leonida Repaci. Quindi si è avviata la visione del filmato realizzato dai ragazzi sulla storia del terremoto del 1908 che ha distrutto città e popolazioni in Sicilia ed in Calabria. Però i sopravvissuti non si sono scoraggiati ed hanno ripreso a costruire e a dare vita a Messina, Villa San Giovanni e Reggio Calabria. Quindi vi è stato l’intervento degli esperti con l’architetto Adriana Taglieri della Protezione Civile di Reggio Calabria. I terremoti sono determinati dallo scivolamento della PLACCA AFRICANA che ha determinato la distruzione nelle province di Reggio Calabria e di Messina, distruggendo specie nel terremoto del 1908 tutto l’ambiente con numerosi morti. Ad esso seguì la distruzione dell’ambiente marino. E’ importante per le popolazioni sapere come comportarsi. La pericolosità vi è ovunque sia quando siamo in casa che fuori. Oltre 100 mila sono stati i morti. Messina è stata completamente distrutta, ma 17 mila persone sono state recuperate vive dalle abitazioni distrutte. Il piano regolatore che ne seguì non era stato ancora completato nel 1950. A Villa vi erano stati 1233 morti. Cosa fare in caso di terremoti?  Allontanarsi dagli edifici e non passare sui ponti. Tenere poi pronta una valigia per le prime necessità. L’architetto Francesca Giordano della Protezione civile di Reggio Calabria ha trattato il tema della normativa sismica che prevede la duttilità, la resistenza e la leggereza dei materiali di costruzione. Gli difici devono avere una capacità di deformazione e quindi elasticità. Il patrimonio edilizio va quindi continuamente tutelato. Si deve costruire con ferro e calcestruzzo. Devono poi rispettarsi gli spazi fra edifici vicini. Ha dato anche il suo contributo il geometra Bruno Scopelliti e sono intervenuti fra i presenti il professore Ieria che ha auspicato la costruzione negli edifici scolastici di numerose uscite di sicurezza ed ha auspicato che si facciano nelle scuole esercitaioni degli alunni per le evacuazioni degli edifici scolastici. La professoressa Rosaria Alampi si è congratulata per il convegno e l’ingegnere Elio Ruoti ha auspicato l’uso del cemento armato nelle nuove costruzioni nel rispetto delle norme. Alla fine della giornata la dirgente scolastica dottoressa Spezano si è complimentata con gli alunni per il loro lavoro di ricerca e con tutti gli intervenuti.  

 

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