Villa, commercianti e dipendenti in piazza contro la “Perla”

10 luglio 2013
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i manifestantiVILLA SAN GIOVANNI – In piazza per dire no all’apertura di un’attività di vendita di generi alimentari all’interno de “La Perla dello Stretto”. I gestori e i dipendenti dei principali supermercati villesi, in ansia per il possibile sbarco in città del colosso Auchan,  si sono riuniti ieri pomeriggio davanti al palazzo municipale. Un sit in per chiedere «il rispetto delle leggi vigenti». Perché, a detta delle società   “All Business sas” , “Verduci Pietro e Figli sas”, “La Tua Spesa da Verduci srl” e “Progressi srl”, la storia de “La Perla dello Stretto” è stata contrassegnata da diverse “forzature” o, sempre stando alle parole dell’avvocato Giuseppe Aricò, legale e portavoce delle stesse aziende, da una serie di incongruenze e illegittimità relative ai permessi che hanno consentito la nascita del centro commerciale. E oggi la storia sembrerebbe ripetersi. Gli imprenditori del settore alimentare, infatti, segnalano l’esecuzione di lavori senza “permesso di costruire” all’interno della struttura ricadente in zona sismica de “La Perla dello Stretto”. E inoltre ribadiscono la loro contrarietà all’esistenza dell’intero centro commerciale. «Siamo convinti – così l’avvocato Aricò è ritornato sulla posizione dei suoi assistiti – che un centro commerciale, qualunque sia la sua dimensione, non può operare in un bacino di utenza rappresentato da un centro urbano di appena circa tredicimila abitanti, posto ai confini di due grandi città, e con basso reddito e limitate risorse economiche». Non hanno dubbi i commercianti villesi su ciò che succederebbe se dovesse andare in porto la rinascita de “La Perla”, ipotesi di cui si parla insistentemente – ed evento molto atteso dagli ex lavoratori del centro commerciale – da quando l’immobile di via Zanotti Bianco è passato a Unicredit. «La “Perla” porterà, come ha già portato – paventano i denuncianti – distruzione di aziende sane e disoccupazione. Le attività più importanti sono le nostre, per cui le nostre aziende devono essere tutelate. E’ impensabile la presenza di una nuova ed ulteriore grande struttura di vendita di prodotti alimentari». Da qui l’esigenza di avere risposte celeri dalle autorità competenti, non solo quelle comunali. «Altrimenti – avvisa Aricò intervenendo nell’aula consiliare di fronte al vicesindaco Antonio Messina e ai consiglieri delegati Salzone (attività produttive) e Cama (risorse umane) – manderemo tutte le carte Procura». Adesso la palla passa ai competenti uffici comunali, che già oggi sono stati sollecitati da Messina. Intanto Cama tranquillizza: «Fin qui non esiste una richiesta di licenza in merito all’apertura di un’attività di vendita di alimentari».

Francesca Meduri

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